NUOVE TASSE SAPIENZA – UDU: UN PICCOLO PASSO MA LE POLITICHE DELL’ATENEO CONTINUANO AD ANDARE NELLA DIREZIONE SBAGLIATA

Pur non essendo ancora uscito sul sito internet il verbale del CDA dell’ateneo con la delibera in merito alla nuova tassazione studentesca siamo venuti a conoscenza dei contenuti tramite comunicato stampa della Sapienza, sul quale vogliamo fare alcune riflessioni.
Partendo dalla considerazione che, come da nostra indagine (http://bit.ly/1TXis5M), alla Sapienza vi è stato un aumento dell’84% della tassazione studentesca in 10 anni, se da un lato riteniamo positiva l’estensione della riduzione fino al 20% ai redditi entro i 30.000 euro, rispetto alla precedente situazione che vedeva questa agevolazione soltanto per chi avesse un reddito entro i 20.000 euro, in quanto questa misura va ad alleviare leggermente quelle che sono le conseguenze del nuovo ISEE, che hanno portato all’aumento di fascia di moltissimi studenti, è altresì vero che si è persa un’occasione per inserire quella no-tax area che invece sarebbe stata estremamente utile a chi ha un reddito molto basso e difficilmente riesce a mantenersi gli studi universitari.
Riteniamo positiva anche la scelta di aumentare la possibilità di rateizzare il pagamento, si passa dalle due rate precedenti ad averne tre.
Dobbiamo invece esprimere parere negativo rispetto quelli che sono i vari “bonus di merito”, come i 300 euro di esenzione per coloro che si diplomano con votazione tra i 95 e i 99 centesimi. Pensiamo che questo tipo di misure in tempi di crisi economica non possano che portare a una disparità sempre più marcata tra ricchi e poveri e che per poter parlare di meritocrazia bisognerebbe intanto mettere tutti sullo stesso livello utilizzando queste risorse per garantire un reale diritto allo studio a chi ha redditi meno elevati.
Estremamente negativo rimane il nostro giudizio sulla tassa fissa per gli studenti stranieri. Difatti, malgrado questa battaglia ci abbia impegnato per diversi mesi e ci abbia portato a confrontarci con l’amministrazione anche tramite una diffida, a cui non è mai seguita risposta, da parte del nostro avvocato Michele Bonetti (http://bit.ly/22Up3Uf), il CDA ha deciso di riconfermare la tassa fissa, portandola a 1000 euro per chi viene da “paesi sviluppati” e 500 euro per chi viene da paesi “in via di sviluppo”. Ovviamente riteniamo questa misura estremamente discriminatoria e continueremo la nostra lotta affinchè anche gli studenti stranieri possano pagare in modo proporzionale a seconda del loro reddito, per esempio, tramite l’ISEE parificato, modalità adottata da diverse altre università e che già negli scorsi mesi abbiamo richiesto, senza essere ascoltati, che venisse inserita in sostituzione della tassa fissa.

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