LETTERA APERTA AL MAGNIFICO RETTORE EUGENIO GAUDIO

La Repubblica di oggi

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Questa la lettera  che abbiamo scritto ieri, 28/09/17, al Rettore Eugenio Gaudio:

“Caro Rettore Eugenio Gaudio,

In questi giorni il tema “università” è tornato al centro del dibattito pubblico, visto il sovrapporsi di una serie di recenti accadimenti: dallo sciopero dei docenti allo scandalo dei presunti “concorsi truccati”, fino al tema della programmazione dell’accesso nelle università italiane per decine di migliaia di studenti.

Dopo la nostra vittoria storica di inizio settembre, ottenuta contro la decisione della “Statale” di Milano di introdurre il “numero chiuso” in nuovi corsi di studio, che ha di fatto evitato che test a nostro avviso inutili e ad avviso del TAR illegittimi si svolgessero, una serie di altri Atenei ha presentato enormi difficoltà nel preparare, nel sottoporre e nel correggere prove di accesso alle proprie facoltà.

È il caso di Firenze, dove il test a cui si sono sottoposti gli studenti per l’accesso all’università era formalmente sbagliato in quanto difforme dalle caratteristiche richiamate dal bando di concorso, fattispecie che si è ripetuta poi in molti altri atenei italiani: Torino, Milano, Ferrara, Pisa, solo per fare alcuni esempi.

A Lecce, invece, come in altre università italiane, è stato raggiunto un numero di candidati inferiore rispetto al contingente fissato: in parole povere meno candidati che posti disponibili. Una situazione assurda!

In altri Atenei, coma La Sapienza di Roma, il test sottoposto agli studenti non conteneva domande inedite, come previsto dai rispettivi bandi. Inoltre, nel caso specifico di Roma, come l’Ateneo stesso ha ammesso, ci sono state difficoltà che hanno impedito la corretta correzione dei compiti e quindi la diffusione di graduatorie veritiere, tanto che Lei stesso ha provveduto ad annullare la validità della prova stessa.

I giornali nei giorni scorsi, invece, portavano agli onori della cronaca quanto accaduto a Napoli riguardo al test di accesso alla Facoltà di Medicina e Odontoiatria, quando è stato venduta anticipatamente la prova a due candidati, di fatto truccando tutta la graduatoria, visto che questa ha valenza nazionale: una vergogna su cui vigileremo molto attentamente.

È del tutto evidente come, quest’anno più che mai, il sistema del “numero chiuso”, tanto nazionale quanto locale, ha dimostrato tutte le sue falle e le sue criticità: noi continueremo a batterci legalmente e politicamente per un’università che, come previsto dalla Costituzione agli articoli 3 e 34, sia finalmente pubblica e accessibile a tutti, e che quindi non diventi classista ed elitaria, come purtroppo è stato negli ultimi anni.

Nelle scorse settimane, come Lei ricorderà, abbiamo provato a portare alla sua attenzione la questione dell’accesso ai corsi di laurea magistrale della Facoltà di Medicina e Psicologia: i ragazzi, già in possesso di una laurea triennale, già dottori, con laurea acquisita presso la stessa Sapienza, avevano svolto dal loro punto di vista correttamente il test di accesso ai corsi di laurea magistrale. È solamente per un problema, un errore dell’università, che gli studenti si sono trovati nella condizione di veder la loro prova annullata.

Dopo assemblee estremamente partecipate, abbiamo avanzato quella che era la richiesta a nostro avviso più sensata: evitare di ripetere un test inutile e permettere l’immediata immatricolazione di tutti i partecipanti al test dello scorso 4 settembre, iscrivendosi al corso di loro prima scelta.

Lo abbiamo fatto consci di due aspetti: il primo, la nostra vittoria in Consiglio di Stato dello scorso anno contro l’Università de L’Aquila, con la quale la giustizia amministrativa ha riconosciuto l’illegittimità della programmazione dell’accesso nel corso di laurea magistrale in Psicologia, sentenza ripresa anche nella “sospensiva” di venerdì 22 settembre che interessa appunto la nostra università; il secondo, il fatto che riteniamo che un’ideologia, quella del numero chiuso, abbia smarrito completamente anche sé stessa: nella fattispecie parlavamo dell’ammissione di un contingente di studenti, poco più di 790, a fronte di circa 675 posti banditi in sei corsi di laurea. Tutt’altro che problematico per un ateneo come quello di Sapienza, il più grande d’Europa.

Davanti alla mancanza di ascolto delle istanze nostre e degli studenti, ci siamo visti costretti a percorrere le vie legali. Come Lei ben sa, il TAR del Lazio in pochissimo tempo ha sospeso la ripetizione del Test, richiamando due precedenti assai importanti e che noi avevamo sempre definito storici e emblematici: L’Aquila e Milano.

Ci rivolgiamo a Lei ora, quindi, per chiederLe di intervenire nell’interesse dell’ateneo e degli studenti: evitiamo che tanti, troppi studenti davanti a tempi così dilatati, possano scegliere di iscriversi in altri atenei, causando una perdita economica e sociale per La Sapienza; evitiamo che tanti, troppi studenti vedano procrastinati i tempi della propria iscrizione, dell’inizio delle lezioni, della sessione di esami.

Siamo consci che il silenzio dell’amministrazione di questa settimana sia servito per valutare al meglio la situazione nel suo complesso. Ora però non c’è altro tempo da perdere: si aprano immediatamente le immatricolazioni a tutti gli studenti interessati; si permetta il regolare svolgimento delle lezioni fissate ad oggi al 2 ottobre; si eviti di attendere il prossimo 18 ottobre, data della decisione collegiale del TAR, su cui noi restiamo estremamente fiduciosi del buon esito, ma che comporterebbe un ritardo scongiurabile.

Siamo certi che la Sapienza si possa permettere una simile scelta, coraggiosa ma giusta e nella direzione auspicata dagli studenti.

Siamo certi che la Sapienza si debba permettere una simile scelta, coraggiosa ma giusta e nella direzione auspicata dagli studenti.

Siamo certi che Lei, Rettore Gaudio, farà la scelta migliore e darà ascolto alle nostre istanze.

 

Carlo Garau, UDU Roma
Silvia Cannizzo, UDU Sapienza”

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