Legge di Stabilità e Sblocca Italia: Il governo Renzi cancella il Diritto allo Studio – Da domani studenti in mobilitazione verso il 25 ottobre

skei-300x239Con il Decreto sblocca Italia i fondi per il diritto allo studio finiranno sotto Patto di Stabilità, ma con i tagli della finanziaria le Regioni non saranno in grado né di usare le risorse statali né di garantire risorse proprie per le Borse di studio.

Gianluca Scuccimarra, Coordinatore dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Questa è la morte del Diritto allo studio in Italia, altro che investire sulla scuola e sui giovani! Dopo aver trovato un’ intesa che prevedeva minori tagli alle Regioni, mettendo però i fondi per il diritto allo studio sotto Patto di Stabilità, il Governo fa saltare l’accordo e reinserisce ulteriori tagli, rendendo impossibile per le Regioni spendere i 150 milioni di euro stanziati lo scorso anno dal Governo Letta, e cancellando, di fatto, 50.000 borse di studio. Inoltre i 4 miliardi di tagli alla spesa, che diventano 5,7 con quelli già previsti da Monti e Letta, impediranno qualsiasi investimento regionale per il diritto allo studio nel 2015. Le Regioni dovranno scegliere se tagliare l’assistenza sanitaria ai cittadini o il futuro a decine di migliaia di studenti.”

Continua Alberto Irone della Rete degli Studenti Medi: “ Prevedere ulteriori tagli significa uccidere definitivamente il diritto allo studio del nostro Paese e l’istruzione tutta. Diritto all’ accesso significa, prima di tutto, garantire uguali condizioni di partenza, mentre così facendo il Governo creerà un’istruzione elitaria, accessibile solo a chi se lo può permettere, nel Paese con l’abbandono scolastico trai più alti d’Europa, e le immatricolazioni all’università e i laureati che diminuiscono. Oggi Renzi ha detto che il valore più grande dell’Italia sono i suoi studenti, ma è così che pensa di dare un futuro a questi studenti e all’Italia?”

Conclude Scuccimarra: “Per dare senso alla sua azione di Governo Renzi vuole ridurre le tasse, tagliando il diritto allo studio e i servizi essenziali delle Regioni. A partire da oggi mobiliteremo tutto il mondo della conoscenza contro queste scelte folli del Governo, e il 25 ottobre saremo in piazza insieme alle lavoratrici e ai lavoratori per dire che non ci possiamo permettere un Premier che gioca sulla pelle dei giovani e di tutti i cittadini”.

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