17 novembre: domani flash mob alla Sapienza #free2learn #free2move

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Il 17 novembre è la giornata mondiale dello Studente: come UDU Roma aderiamo alla campagna “Free to learn, free to move” promossa, in vista di questa importante data, dalla European Students Union e dall’OBESSU sui temi della libertà di movimento, del diritto allo studio e della dignità essenziale.

Crediamo che nel mondo in cui viviamo sia necessario costruire una rete di attivismo per creare consapevolezza, comprensione reciproca tra le communità e solidarietà, in modo particolare verso coloro che sono costretti a lasciare i propri paesi d’origine per cercare condizioni milgiori. Ma ciò non vale solo per gli studenti che si spostano da uno stato all’altro, qui nel nostro Paese è evidente la disparità di trattamento riservato agli studenti tra Nord e Sud Italia nel nostro sistema universitario.

Per questo ci ritroveremo domani mattina di fronte allo sportello CIAO, nel cuore della città universitaria della Sapienza, per lanciare un messaggio: a pochi giorni dalla strage di Parigi, siamo fermamente convinti che un’istruzione per tutti ed in tutti i luoghi del mondo è per noi il miglior antidoto alla cultura della guerra, del terrore e della violenza. E’ per questo che lottiamo per un sapere accessibile nel mondo.

L’Italia, tra i paesi OCSE, è agli ultimi posti per spesa totale sul sistema terziario dell’Istruzione, per i propri Atenei l’Italia investe solo lo 0.42% del Pil, 115 euro pro capite.
Al disinvestimento dello Stato fa da contrasto la crescita incontrollata della contribuzione studentesca. In soli dieci anni infatti, come denunciato nel rapporto del CNSU, le tasse universitarie sono cresciute mediamente del 63%(alla Sapienza dell’84%).
In Europa, solo Regno Unito e Paesi Bassi hanno tasse universitarie più alte dell’Italia.

L’Università italiana è sempre meno a carico della fiscalità generale e sempre più finanziata dagli stessi studenti.
E la tassazione alta va a incidere pesantemente proprio sulle fasce più colpite dalla lunga crisi economica.

Drammatica è la condizione del Diritto allo studio Universitario. In Italia ogni anno migliaia di studenti pur idonei alla borsa di studio, non risultano beneficiari per insufficienza di fondi.
Nel bilancio dello Stato sono previsti ogni anni meno di 100 euro per studente per il diritto allo studio universitario. Ancor più basso è l’impegno delle Regioni.
Anche il sistema del dsu è sempre più “a carico” degli studenti. Tra fondo integrativo statale e fondi regionali sottofinanziati, siamo sempre più noi studenti a finanziare direttamente il sistema del diritto allo studio universitario.
Tutto ciò mentre in Francia e Germania si investono tra i 1300 e i 1500 euro per studente.
Gli studenti che beneficiano di un sostegno economico pubblico in Francia sono il 25%, in Germania il 34,7%, in Italia soltanto l’8%.
GLI STUDENTI ITALIANI NON SONO MAI ENTRATI IN EUROPA.
Il sistema del diritto allo studio non è oggi in grado di rispondere né allo squilibrio sociale né a quello Nord Sud. Gli Atenei del mezzogiorno, in questo contesto, finiscono per essere parte del processo di desertificazione del Sud Italia.
E invece di cambiare verso, quest’anno il numero assoluto dei beneficiari di borse di studio sarà ancora più basso. L’introduzione del nuovo modello ISEE non è stata accompagnata da una revisione delle soglie di idoneità per l’accesso alle borse di studio e molte famiglie, pur con redditi medio bassi, si son ritrovate solo virtualmente “arricchite”. Si è “tagliato” su un settore che già era sottofinanziato ed escludente, aggiungendo agli esclusi dei veri e propri “esodati del diritto allo studio”.

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